Art Rome - CHI SIAMO

CHI SIAMO

CHI SIAMO

Sin da bambini giocando nello studio di nostro padre Alessandro Stenico, scultore di fama, abbiamo avuto la possibilità di maneggiare materiali diversi, sperimentare e fantasticare con la materia, sviluppare la manualità. In questo luogo per noi incantato, tra i tanti attrezzi a disposizione, c’erano anche una forgia ed una piccola incudine, l’incontro con il ferro quindi è stato casuale, spontaneo, un compagno di giochi divenuto poi mportante, come avrebbe potuto essere un qualunque altro materiale. Abbiamo cominciato quindi da autodidatti, rendendoci conto ben presto di quanto fosse necessario uno studio approfondito delle forme, stimolati dall’ambiente che ci circondava, e soprattutto delle tecniche, affrontate sino ad allora in maniera soltanto intuitiva.

 

Guardandoci intorno abbiamo incontrato le persone giuste per indicarci il percorso formativo che ci ha portato ad essere fabbri forgiatori: George Pletshacher di Friedberg Ausburg, preziosa guida e scrupoloso maestro, che ci ha accolto nella sua officina mettendoci a disposizione il suo tempo e le sue conoscenze; Alfred Habermann, importante custode di quest’arte antica, che abbiamo avuto il piacere di conoscere e che ha saputo trasmetterci il suo entusiasmo per questo lavoro attraverso i suoi insegnamenti delle tecniche e delle forme, a Venezia presso il Centro Europeo del Restauro, e quindi in Repubblica Ceca al Castello di Helfstyn. A quest’ultimo dobbiamo molto non solo per i consigli, ma anche per le critiche al nostro lavoro, perché i complimenti fanno piacere, ma le critiche servono a crescere.

 

Abbiamo inoltre capito, grazie ad esperienze formative varie, l’importanza di lavorare insieme ad altre persone, anche al di fuori del mondo dei fabbri, la necessità di guardare al nostro lavoro con altri occhi, da altri punti di vista, con altri metri e valori di giudizio, questo ci ha permesso di arrivare ad avere l’elasticità necessaria per interpretare al meglio le idee e le esigenze di altri, che siano clienti raffinati o architetti esigenti e preparati. E sopratutto a sviluppare sintesi nuove. La scultura è sempre un momento di studio, sulla forma, sulla materia, sulla tecnica, non è mai fine a se stessa.  D’altronde noi ci consideriamo innanzitutto degli artigiani, e quindi la funzionalità dell’oggetto e della struttura rimangono sempre la cosa più importante.